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L’articolo:

MEDICINA ALTERNATIVA: ASPETTI MEDICO-LEGALI

La Medicina Alternativa (o meglio, vari tipi di M.A.) sono in fase di rapida diffusione in Occidente, sia per la "globalizzazione" culturale mondiale che diffonde idee e tecniche prima di ora poco conosciute sia, più modestamente, per la pletora medica che spinge numerosi professionisti a "ritagliarsi" una nicchia professionale in campi poco battuti.

Diversi articoli sono apparsi sull' argomento. Questa diffusione, dal punto di vista Medico-Legale e' stata esaminata in particolare sulla Riv. It. Med. Leg. a firma di Francesco Introna.

Si possono rilevare diversi aspetti:
Al medico e' riconosciuta la potestà di praticare "metodi innovativi o alternativi rispetto alle consolidate esperienze scientifiche" (cod. deont. art. 82), ovviamente sotto personale responsabilità.

Le pratiche alternative andrebbero effettuate sempre e solo da medici dato che, in ogni caso, e' necessario un procedimento diagnostico e un rigore metodologico applicativo.

Una sentenza dei Giudici di Perugia che avevano riconosciuto l' attività dei "guaritori" e simili come attivita' non mediche in quanto non incluse nell' ordinamento universitario italiano, e' stata annullata dalla Cassazione.

L'agopuntura e' riservata (anche secondo altre sentenze di merito) ai medici, mentre la "pranoterapia" può essere praticata da non-medici purché sotto controllo e su prescrizione medica.

Ci si può chiedere, a tale proposito, dove e come possa aver appreso il medico a valutare la correttezza dell' attivita' pranoterapeutica.

Un documento dell' O.M. di Padova del 18/7/85 raccomandava agli iscritti di non praticare tali medicine non documentatamente scientifiche minacciando le sanzioni disciplinari, ma tale iniziativa e' rimasta inapplicata.

Queste medicine alternative non hanno fondamento scientifico secondo i criteri "classici" della scienza occidentale ma, almeno per alcune, non si può affermare a priori la non-efficacia.

E' importante distinguere tra le Medicine "Alternative" sic et simpliciter e quelle cosiddette "Tradizionali": queste ultime, derivate da pratiche preesistenti e collaudate talora per secoli, mostrano spesso se non un' efficacia scientificamente dimostrabile, almeno un notevole bagaglio di efficacia empirica. Altre medicine alternative appaiono, diversamente da quelle "tradizionali", del tutto arbitrarie e prive di alcun supporto, ne' scientifico ne' largamente empirico.

Certe medicine tradizionali sono però difficilmente (e impropriamente) applicabili fuori di un certo contesto sociale, a cui appaiono indissolubilmente legate e da cui possono derivare parte della loro efficacia: si pensi a certe tecniche meditative orientali.

Le legislazioni dei vari paesi differiscono molto nella considerazione delle varie forme di medicina: si possono osservare legislazioni: (Introna).

-         Esclusive

-         Tolleranti

-         Inclusive

-         Integrate

Le nazioni occidentali hanno generalmente legislazioni Esclusive (riconoscimento della sola Medicina Scientifica) con qualche deviazione verso le Tolleranti.

Per soffermarci sulle tecniche alternative più conosciute, l' omeopatia e' di fatto tollerata in Italia.

Diverse le opinioni in merito: Martini e Cateni (Feder. Med.,44,637,1991) ammettono la scientificita' e la praticabilita' di tale pratica per i medici, contrastati con varie e specifiche contestazioni da Federspil e Scandellari (Fed. Med. 45,135, 1992).

Le prove di efficacia (che va valutata in ogni caso secondo i metodi della scienza classica) non sono affatto chiare e comportano alcuni problemi di responsabilità (in caso ad esempio che i criteri diagnostici differiscano troppo da quelli della medicina ufficiale e portino a diagnosi fuorvianti).

Sta di fatto comunque che una circolare dell' 82 cita un parere del Consiglio superiore di sanita' che ammetteva l' utilita' di approfondire il problema; nel mod. IRPEF dal 1988 sono detraibili le prestazioni mediche "comprese le prestazioni per visite e cure omeopatiche". E' stata poi recepita (D.L: 17/3/95 n. 185, G.U. 197 del 22/3/95, poi Circ. Min. San. 8008/3506, con chiarimenti e istruzioni in merito) una direttiva CEE sull' argomento.

Vasapollo (Gli ospedali della vita 16, 118, 1989) riporta un interessante caso forense, con una paziente che aveva riportato effetti collaterali importanti da certi farmaci omeopatici che, all' esame di un collegio peritale, si sono dimostrati “totalmente privi di principi attivi” con conseguente assoluzione dei medici che avevano usato dei "non farmaci".

Questo potrebbe dimostrare che il potere della mente, nel guarire e nel far ammalare una persona, e' molto maggiore di quanto generalmente si creda. I farmaci omeopatici potrebbero essere, dei "placebo di lusso" con fortissima potenzialità suggestiva basata sulla diffusione internazionale e sull' apparente fondamento scientifico.

Altri Autori più importanti di me pongono in serio dubbio la base scientifica dell' omeopatia, che tuttavia e' e resta tollerata e praticabile in Italia.

Per quanto riguarda l' agopuntura, questa e' stata invece studiata e applicata anche in Centri altamente qualificati (Universita' di Padova, ad esempio). Questi studi, pur non univoci, sono sufficientemente rappresentativi e significativi, tali da poter far classificare l' agopuntura tra le "tecniche complementari" pacificamente (pur se con certe esigenze di competenza) praticabili. Non e' noto il meccanismo d' azione (l' ipotesi basata sulle sole endorfine e' stata praticamente abbandonata): si ritorna alla psico-neuro-immuno-endocrinologia.

Viene pacificamente accettata tra le "tecniche complementari" la chiroterapia (o chiropratica), riportata sull' Enciclopedia Medica Italiana con sufficiente spazio e voci bibliografiche, riconosciuta dall' Office of Education statunitense, praticata legalmente negli USA e in molti stati occidentali, indirettamente riconosciuta dal Consiglio superiore di Sanita' e dalla C. Costituzionale che (ord.. 149 del 27/1-2/2/88) non riscontrava esercizio abusivo della Prof.. medica nell' esercizio della disciplina da parte di diplomati stranieri.

Occorre (e su questo concordano i vari Autori) applicare con piu' rigore le norme che tutelano la salute dei cittadini e limitare lo spazio delle forme alternative in quanto, se scarse sono le prove di dannosità, altrettanto scarse sono quelle di efficacia.

Va considerato che la responsabilità professionale nei casi di danni secondari ad una terapia "alternativa" va valutata secondo i criteri della corrente Medicina Scientifica.

In altre parole non e' sufficiente che un medico operi correttamente secondo i canoni della Medicina Esoterica che lui pratichi quando questi criteri contrastino con quelli ufficiali.

Un trattamento "idoneo" secondo i canoni esoterici ma contrastante con quelli ufficiali comporterebbe un procedimento per responsabilità professionale qualora ne derivi nocumento al paziente.

Per questo diversi Autori invitano a perseguire i medici che pratichino tecniche alternative non tradizionali e arbitrarie.

 

Il Commento:  a cura del Dott. Roberto Facecchia  ( www.robertofacecchia.com )

All’inizio dell’articolo si pone l’accento sull’aspetto positivo della globalizzazione della medicina che potrebbe aprirci le porte per muovere passi avanti di una branca del sapere, qual’è la medicina che in realtà non è una vera e propria scienza bensì un’arte, così come da secoli si tende a considerare.

Allo stesso tempo si attribuisce alla ricerca di spazi da parte di “medici” che hanno bisogno di lavorare evidentemente mortificando tutti i medici che perseguono l’approfondimento delle proprie conoscenze professionali.

Il codice deontologico, per fortuna, pone l’accento sulla libertà del medico di praticare metodi ritenuti innovativi; altrimenti la nostra medicina sarebbe impossibilitata a evolvere. Ciò che poteva essere considerato anni addietro è di grande attualità nel presente e non sappiamo in futuro come sarà.

Sulla necessità di conoscenze mediche pensiamo non vi siano dubbi di sorta anzi una corretta conoscenza delle forme di medicina cosiddetta alternativa fa capire quanto importante sia il procedimento diagnostico che può essere attuato solo dai medici.

Al riguardo bisognerebbe comunque distinguere le varie forme di medicina cosiddetta alternativa perché alcune metodiche potrebbero essere affidate nella loro attuazione ad esperti anche non medici come avviene ad esempio in campo allopatico alle figure parasanitarie.

In relazione al documento, citato nell’articolo,  dell’ordine dei medici di Padova saremmo curiosi di sapere le motivazioni, ci viene da pensare alle ”raccomandazioni” agli eretici, in altri tempi storici.

 

Ci viene da chiederci qual è lo scopo della medicina?

Quello di aderire a dei canoni imposti oppure a curare gli uomini?

 

La superficialità della classificazione delle Medicine Alternative ci lascia pensare ad una non adeguata conoscenza di quanto si sta trattando.

L’aspetto legislativo è sicuramente la cosa più importante dell’articolo nella distinzione in diverse categorie.

Tutti ci auspichiamo che l’attuale situazione di Tolleranza almeno secondo le intenzioni si trasformi non in Inclusive bensì Integrate, potendo, il paziente, giovarsi di tutte le terapie più idonee senza preclusioni ideologiche.

In relazione ai meccanismi d’azione dei “trattamenti” ci chiediamo se l’azione medica si esprime solo con l’utilizzo di “principi attivi”? E se l’adozione ad esempio di alcune modifiche dell’igiene di vita, dell’alimentazione, ecc. non siano in realtà una cura?

Forse dovremmo essere contenti della sentenza di assoluzione per l’assenza di principio attivo che rende non colpevole il medico che usa i rimedi omeopatici?

Ultima considerazione, si possono perseguire i medici che operano secondo scienza e coscienza nell’interesse della salute del paziente solo perché il mondo della medicina ufficiale non riesce ad identificare l’azione? Utilizzando un termine caro alla medicina scientifica si potrebbe dire che i benefici riscontrati dai pazienti sono solo “idiopatici”.

In conclusione, l’attuale stato legislativo, inerente la Medicina, manifesta un vuoto nell’ambito della medicina legale che non provoca ancora marcati effetti sanzionatori su metodiche che forse “disprezza”.

Per fortuna si può notare, nel corso degli ultimi anni, una lenta evoluzione che ci porta a sperare in una forma di medicina integrata che come abbiamo detto è volta esclusivamente alla cura dei pazienti e non condizionata dalle ideologie.

È altrettanto importante che la cura sia affidata esclusivamente ai medici,  solo questi possono essere in grado di formulare delle diagnosi e stabilire i piani di trattamento più idonei nello specifico caso e comunque solo nell’esclusivo interesse del paziente.

In realtà ciò che risulta essere veramente importante è che i pazienti siano adeguatamente  informati delle potenzialità  terapeutiche della medicina cosiddetta scientifica, così come avrebbero il diritto di conoscere le potenzialità di metodiche che consideriamo alternative, essendo la medicina è solo una e le distinzioni sono create solo dai medici.

 

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 Copyright © 2007 Associazione Pugliese di Medicina Olistica                             Ultimo aggiornamento: 21-09-09